Serie A 16 marzo 2014: Milan-Parma 2-4, caduta senza fine

Non accenna a fermarsi la caduta libera del Milan. Dopo la sconfitta umiliante in Champions League, ne arriva una seconda contro il Parma in casa, anche questa dopo aver assaporato per brevissimo tempo l’illusione di una rinascita. Del resto la squadra rossonera, vista la situazione ambientale e tecnica in cui sta vivendo, difficilmente avrebbe potuto aver ragione della compagine di Donadoni, che con questa vittoria allunga a 16 la sua striscia di risultati utili consecutivi e ormai è lanciata come non mai verso la qualificazione in Europa League.

Doveva essere la partita del rilancio, del carattere per il Milan, ma invece è quella del tracollo. Lo si capisce dopo soli 5 minuti di gioco: Schelotto scatta nella prateria milanista e supera Abbiati. Il portiere rossonero non può evitare di abbatterlo, concedendo un rigore solare e guadagnandosi la doccia anticipata. Decisione ineccepibile dell’arbitro, così come imparabile per Amelia (entrato per Essien) è il rigore di Antonio Cassano. Il Milan gioca praticamente in trasferta, con i tifosi che fischiano più o meno tutti tranne rare eccezioni (Kakà e Seedorf). Balotelli in particolare è nell’occhio del ciclone e la sua partita, seppur leggermente più volenterosa rispetto alla trasferta madrilena, rimane comunque gravemente insufficiente. La reazione milanista non c’è e il peggio deve ancora arrivare.

Nella ripresa passano altri cinque minuti. Ci si aspetta un Milan che cerca il pareggio, invece sembra il Parma la squadra in svantaggio per la verve con cui cerca la rete. Un gol che non può fare altro che arrivare, ancora con Cassano per aggiungere la beffa al danno rossonero. Serve una scossa, perché la situazione sembra davvero irrecuperabile. Arriva incredibilmente da Rami, rimasto finora in panchina al posto di un dannoso Mexes. Il difensore francese devia in rete uno dei pochi angoli del Milan, riaccendendo in parte la luce. Entra anche Pazzini e pure Balotelli sembra trovare più fiducia. La rete, però, arriva solo da un calcio di rigore concesso piuttosto generosamente per un fallo su Montolivo. Lo stesso Mario nazionale trasforma e per l’ennesima volta la rinascita rossonera sembra a portata di mano. Una rinascita, però, che dura due minuti. Contropiede del Parma e Amauri buca Amelia con un tocco di classe. Un colpo terrificante, dal quale i rossoneri non si riprendono. La rete di Biabiany a tempo scaduto è solamente la ciliegina sulla torta di un match già chiuso da una decina di minuti. Purtroppo ormai per il Milan è rimasto solamente il conto alla rovescia verso la fine di una stagione disgraziata. Il Parma, invece, è lanciato verso le zone nobili della classifica. Un luogo dal quale i crociati mancavano da molto tempo e che per gioco e spirito hanno conquistato oltre ogni più grande complimento.

Serie A 16 marzo 2014: Milan-Parma 2-4, caduta senza fine

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