Salernitana – Nocerina, perché i tifosi hanno sospeso la partita

Una brutta storia di violenza e minacce. Perchè a volte il calcio è il simbolo anche di queste cose, essenzialmente perché il “circensem”, come insegnavano i latini, è uno degli elementi fondamentali della società e della vita quotidiana. Per questo motivo qualcuno si sente in diritto di avanzare pretese più o meno legittime su uno spettacolo come dev’essere il calcio. Ecco allora che il derby tra Salernitana e Nocerina si è trasformato in una farsa, la quale, come spesso avviene, nascondeva almeno una brutta storia (tragedia per fortuna non ancora, ma sarebbe il caso di correre ai ripari).

Una storia come tante altre. Agli ultras della Nocerina era stato vietato di andare in trasferta a Salerno, in quanto la grandissima rivalità vigente tra le due squadre avrebbe rischiato di portare a incidenti. Qualche decina di delinquenti ha deciso che la cosa non gli andava bene, evidentemente preferendo vivere nella giungla piuttosto che in una società di leggi. Piuttosto che protestare, come avrebbe fatto qualsiasi persona civile, questi signori hanno minacciato fisicamente i giocatori per i quali “tifano” (si fa per dire, dato che evidentemente li considerano una loro proprietà), i quali per forza di cose, di fronte alle insufficienti rassicurazioni del questore di Salerno, hanno deciso di inscenare un teatrino per far sospendere il match. Prima tre sostituzioni al volo e poi cinque infortuni palesemente fasulli. Partita sospesa come da regolamento e ultras a festeggiare in piazza. Come fosse una vittoria.

Invece si tratta di una sconfitta. Totale. Per chi deve garantire la sicurezza e l’ordine. I delinquenti ci saranno sempre, inutile sperare nel paradiso terrestre. È nostro dovere, però, cercare di far andare le cose il meglio possibile, ma chi ne ha i mezzi spesso e volentieri non lo fa per pura e semplice convenienza.

Quella di oggi non è stata una semplice sconfitta dello sport. Ai giocatori della Nocerina è stato negato il diritto dell’incolumità sul lavoro. Un diritto, che, ricordiamolo, è compreso nella dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ricordate anche che non stiamo parlando di giocatori di Serie A pagati milioni di euro, ma di giocatori poco più che dilettanti, che sicuramente non potranno vivere dei loro guadagni sportivi una volta finita la carriera.

Salernitana - Nocerina, perché i tifosi hanno sospeso la partita

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