PSG: la formazione titolare di Carletto Ancelotti

Probabilmente vi sarà già capitato di vedere la vignetta satirica sul PSG nella quale si ironizza sulla formazione futura della squadra francese se dovesse continuare a fare mercato come sta facendo adesso. Gesù come centravanti, poi un volo a Barcellona per ricoprire Lionel Messi d’oro e un posto nell’undici titolare a Superman non lo si può negare. Senza contare il Dottor House nello staff medico, Alonso alla guida del bus e molte altre facezie. Al di fuori dello scherzo la formazione guidata da Carlo Ancelotti ha davvero un potenziale deflagrante e la sensazione è che non sia finita qui.

Come per il Manchester City, però, prima di fare bene in Europa sarà necessario tornare a vincere in Francia, dove il titolo nazionale manca addirittura dal 1994. L’ultimo trofeo alzato al cielo di Parigi risale a due anni fa ed era la Coppa di Francia. Troppo poco per una squadra con simili ambizioni, tenendo anche conto dell’incredibile sconfitta nella scorsa stagione con un finale di campionato che ha arriso al sorprendente Montpellier.

Diamo un’occhiata quindi alla formazione titolare, al netto di infortuni e turnover, che vorrebbe schierare Carlo Ancelotti. Incredibile il numero di vecchie conoscenze della nostra Serie A presenti in squadra: in porta troviamo Sirigu, che finalmente in Francia ha trovato la sua dimensione, diventando titolare inamovibile in mezzo ai pali. In mezzo due sogni rossoneri: uno è Alex, molto richiesto dal Milan in tempi passati, ma accanto a lui c’è la pugnalata al cuore del Diavolo. Thiago Silva. Serve sprecare parole per il talento immenso del miglior difensore del mondo? Crediamo di no. Terzino sinistro ecco Maxwell, anche lui conoscenza milanese, ma di sponda nerazzurra, mentre sull’out di destra si muove Jallet.

Passiamo a centrocampo, dove spunta un altro ex interista, ovvero Thiago Motta, di recente recuperato dopo l’infortunio subito agli Europei nella finale contro la Spagna. Al suo fianco c’è Sissoko, che alla Juventus rimpiangono poco. Punta avanzatissima di questo super centrocampo offensivo è Javier Pastore, uno dei colpi di genio di Zamparini. L’ex Palermo, al momento, deve ancora giustificare i 43 milioni di euro pagati per il suo cartellino, ma la sensazione è che questa sia la stagione giusta. Come attaccanti esterni troviamo Ezequiel Lavezzi, che Napoli farà molta fatica a dimenticare, e Menez, un eterno incompiuto che alla Roma non ha lasciato bei ricordi.

Davanti c’è solo un uomo in grado di segnare un gol in 27 secondi. Un “giovane di belle speranze”. Qui lo hanno soprannominato “Ibrahimagic”. C’è un buon motivo.

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