La nazionale italiana e l’attaccamento alla maglia che non c’è più

Mercoledì scorso è andata di scena la nazionale italiana di calcio, impegnata con gli Stati Uniti allenati dall’ex-interista Jurgen Klinsmann. Come spesso accade per le amichevoli infrasettimanali della nazionale, abbiamo dovuto assistere al solito spettacolo inglorioso fatto di giocatori svogliati, riserve non all’altezza e comunque poco motivate. Nel frattempo la nazionale spagnola nonostante mancasse una buona parte del blocco del Barcellona, demoliva senza problemi il Venezuela per 5-0, facendo esordire anche giocatori motivatissimi come Soldado, autore di una tripletta all’esordio.

Insomma due scenari distanti anni luce che non mettono in evidenza solo quello che è il valore delle due nazionali che apriranno l’Europeo che si gioca quest’anno (per assistere consigliamo di dare un’occhiata ai voli low cost che si trovano su Skyscanner), ma anche e soprattutto quello che è l’attaccamento alla maglia della propria nazionale e la voglia di dare il meglio non solo in vista della competizione continentale. I giocatori italiani scendono in campo quasi svogliati, fregandosene per lo più e preoccupandosi principalmente per le partite con la propria squadra di club.

Insomma dov’è andato a finire quell’amore per la maglia azzurra, quella voglia di rappresentare il proprio paese e di rappresentare l’Italia nel mondo? Forse ci si vergogna dell’Italia? Forse i club fanno eccessiva pressione, raccomandandosi ai propri giocatori di non fare troppi sforzi perchè nel fine settimana ci sono partite importanti? Forse vestire la maglia azzurra è pià che altro una seccatura? Una situazione difficile a mio modo di vedere, visto che anche poi pensando di dare il massimo in corrispondenza dell’europero, mancherà quell’amalgama tra i giocatori già presenti nella maggior parte delle altre nazionali.

Come se non bastasse tutto questo, la nazionale appare a mio avviso davvero demotivata e in campo non si vedono stelle e giocatori capaci di fare la differenza, per non parlare di un attacco troppo gracile dove Giovinco e Matri sono stati quasi del tutto annullati. Vero che manca Giuseppe Rossi, forse l’unica vera stella internazionale della nostra nazionale, ma non si può prescindere da un solo giocatore per fare bene in una competizione. Ci sarebbe anche Balotelli, ma caratterialmente sembra non voler crescere e Prandelli sembra volergli preferire altri giocatori. Siamo insomma sicuri che tra 3 mesi per magia questa squadra potrà fare qualcosa?

 

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