Il lungo addio di Leonardo al Milan

La vigilia di Milan – Juventus si tinge di amaro e vede annunciare l’addio del tecnico rossonero Leonardo.

Il quale, in conferenza stampa al fianco di Galliani, ha dichiarato che Milan e la sua persona si sono cordialmente salutati. Finisce lì l’avventura dell’allenatore brasiliano sulla panchina rossonera.

L’artefice del cambiamento di una stagione di abisso e dispiacere in una stagione di successo e festa in campo va via,

forse “stonato” da una opinione pubblica che, tifosi in primis (o Berlusconi in primis?) non gli hanno certo dato una mano nel cambiare idea.

Di Leonardo ricorderemo lo sguardo cristallino, compiaciuto a bordo campo del sudore dei suoi ragazzi che lo seguono, lottano, sembrano dirgli “che ci posso fare”? e lui va bene così, andate avanti, non vi preoccupate.

Ricorderemo il suo italiano perfetto, migliore di tanti nostri giornalisti. La sua bellezza, il suo gioco calibrato come una sportiva col cambio a 7 marce, la sua eloquenza. Ricorderemo il Thiago Silva che ha aggiunto valore alla rosa del Milan, terzo acquisto su tre di Leonardo che ci azzecca ancora dopo Kakà e Pato.

Per chi non ne fosse al corrente, Leonardo ha avuto tra le mani una squadra rotta (Beckham, Nesta, Pato e Gattuso ai box per oltre mezza stagione), dei giocatori sul viale del tramonto (Favalli e Oddo difensori centralei?), acquisti disastrosi (Mancini), improvvisazioni, arrangiamenti, il tutto tra applausi e soddisfazioni personali.

Terzo posto confermato. Il gran signore di Leonardo sorride ai fotografi, si aggiusta la camicia e riconsegna l’imbarcazione così come l’aveva presa, senza un graffio, con qualche uomo in meno a bordo, ma non è colpa sua. Moby Dick non s’è visto, ma che importa, domani è un altro giorno.

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