Freddy Mercury Doodle: una canzone per ricordarlo e che sa tanto di sport

Il 5 settembre del 1946, a Stone Town, cittadella vecchia di Zanzibar, nasceva una delle più grandi voci che la terra abbia mai visto. Di chi stiamo parlando lo saprete tutti. Del grande Freddie Mercury, cantante, compositore e musicista britannico, noto per essere stato il frontman della famosa band ‘’I Queen’’, ma soprattutto per essere stata la colonna sonora e il simbolo di un’intera generazione. Di lui, si potrebbe parlare per ore. La sua vita, infatti, fatta di musica e eccessi, non può che essere definita unica. Si potrebbe parlare della sua incredibile voce, delle sue grandi performance durante i concerti, si potrebbe parlare della sua vita sessuale e dei suoi innumerevoli amanti. Di come veniva amato da intere popolazioni, senza mai essere odiato. Di come riusciva a tenere unite razze e religioni, andando oltre ogni razzismo. Insomma potremmo spendere decine e decine di parole meravigliose riguardanti il nostro Freddie Mercury. Ma forse, non basterebbero mai. Ormai di lui ci son rimaste canzoni, dischi musicali e opere scritte. La sua popolarità, anche se ormai morto, nel 1991, continua a crescere riuscendo a fare breccia anche in chi ha avuto la sfortuna di non conoscerlo. E questo grazie anche alle sue canzoni, che come la sua vita, erano uniche e impareggiabili. Come dimenticare o non farsi piacere “Under Pressure” o “Don’t stop me now”. Come disprezzare grandi pezzi del calibro di “Will we rock you” o “The show must go on”. Ma soprattutto, come dimenticare o non rimanere a bocca aperta davanti alle note di “We are the champions”. Questo brano, difatti, anche se ha fatto la sua prima apparizione nelle classifiche mondiale nel 1977, oggi, e come lo sarà per molto altro tempo, è ancora sulla bocca di tutti. C’è chi se la ricorda perché oggetto di varie cover, c’è chi la conosce perché usata in molti film ( Tra i quali il recente “Notte prima degli esami – oggi” ) e c’è chi la conosce perché questa canzone, proprio “We are the champions” ha accompagnato i più bei momenti sportivi che ogni uomo può ricordarsi. Noi italiani, a maggior ragione, non potremo mai dimenticarla. Questa non avrà altro destino che restare nelle nostre teste accanto a Cannavaro che alza la Coppa orata a Berlino, sotto il cielo stellato tedesco, e per chi se lo ricorda, resterà accanto a quella straordinaria finale di Spagna ’82, a Madrid, dove gli azzurri per la terza volta gridarono ‘’Campioni Del Mondo’’. Considerando il testo e contenuto della canzone, dopo i Mondiali del 1982 venne adottata anche da altre competizioni calcistiche, tanto che viene anche suonata per celebrare i vincitori della UEFA Champions League. In Australia, invece, alla fine del Campionato di Football, nella finale, la canzone viene suonata dopo che la squadra vincitrice fa il giro d’onore dello stadio. Mentre nel mondo del wrestling, molti lottatori, hanno questa sinfonia come musica per l’entrata in scena. Nel rugby, al contrario, dopo ogni finale, questa canzone, non viene fatta suonare, per il semplice fatto che è presente la frase “No time for losers” (“Non c’è tempo per gli sconfitti”) che è considerata di scherno per gli avversari e quindi poco o per niente adatta in uno sport dove il fair play è la linea guida di ogni squadra, di club o nazionale. A parte questa piccola parentesi, questa canzone come la maggior parte delle altre, è stata, è tutt’ora e sarà nel tempo un pezzo di storia musicale. E forse proprio per questo, proprio per questa magia che ci da e ci regala da anni, che ogni 5 settembre, tutti noi ci stringiamo per onorare, non un grande cantante, ma un grandissimo uomo. Grazie di tutto Freddie, non ti potremo mai dimenticare.

E proprio per non farci mancare niente, di seguito un ricordo indelebile per tutti noi italiani:

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=es7Hwf6lkZE

 

admin
  • Scrittore e Blogger
Suggerisci una modifica