Definizione del termine “Top Player”

Galeotto fu il termine e chi lo pronunciò. Dante ci perdonerà questa licenza poetica. Il termine è “top player”, mentre colui che lo utilizzò la prima volta fu Adriano Galliani, ad del Milan. Certo, non fu lui il primo in assoluto, in quanto il termine è già ampiamente usato da anni, ma da quando Galliani ha parlato di top player, seguito a ruota anche da Beppe Marotta e altri, è divenuto un vero e proprio tormentone.

C’è chi dice che i top player in Italia non arriveranno più (vero, Mino?). Chi invece li cerca assiduamente, come la Juventus. Cosa si può intendere per Top Player? Se vogliamo fare la traduzione letterale dall’inglese, il termine significa “Giocatore di punta”, inteso come di grande successo e classe. Come si fa a capire quanto un giocatore è un Top Player o meno? Non esistono parametri fissi. Inoltre non è detto che l’essere “Top” per un giocatore sia un parametro fisso. Kevin-Prince Boateng fino a due estati fa non era certo un Top. Lo è ora? C’è chi affermerebbe di sì, altri che avrebbero dei dubbi. Lo è Destro? Eppure la confusione intorno al sempre più probabile neo attaccante della Roma è degna di un Cristiano Ronaldo o di un Van Persie. Sono questi due dei Top Player? Non li chiamavamo “fuoriclasse” una volta?

Tra l’altro non è nemmeno una questione di termini. Un giocatore può essere Top in una squadre e Flop in un’altra. Dipende dalle idee dell’allenatore, dagli schemi e dal momento di forma. Ultimamente continuiamo ad affermare che i Top Player non arrivano in Italia. Forse sono i Van Persie e i Messi che si guardano dal venire, ma non è detto che il Top Player sia per forza il giocatore più pagato del pianeta.

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