Crisi Milan: Allegri rimane sulla panchina e conferma la difesa a 3

Una partita almeno è sicura. Quella contro il Genoa. Poi chissà. La situazione di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan è sempre più critica, ma la società sembra non ancora intenzionata a mandarlo via. Probabilmente perché è conscia del fatto che non sia solamente il tecnico toscano il principale responsabile della situazione disastrosa della compagine rossonera.

Si sono fatti numerosi nomi per la sua successione, nessuno dei quali davvero concreto. Si pensava che Berlusconi potesse esonerarlo già nella giornata di oggi, ma non è accaduto (anche perché, come ben si sa, al momento il presidente onorario del Milan ha ben altri problemi in testa). Una vittoria con la squadra del neo tecnico Del Neri potrebbe salvare momentaneamente il posto al livornese, anche se la situazione appare davvero compromessa ormai. Difficile che il tecnico venga confermato anche per il 2013, a meno che il Milan non inizi improvvisamente una rimonta totale della quale, onestamente, i giocatori rossoneri non sembrano capaci.

Dalla trasferta di Malaga sembra essere rimasta in eredità l’idea della difesa a tre. L’ultimo a provare questa soluzione fu Zaccheroni e anche lui, dopo aver esordito con lo Scudetto, non superò il terzo anno di “matrimonio rossonero”. In caso di fallimento, però, le alternative praticamente non ci sono. Van Basten e Rijkaard sono sotto contratto con altre squadre e Inzaghi non ha l’esperienza necessaria per allenare in Serie A. L’unica soluzione sembra Tassotti, ma è comunque una via d’uscita che difficilmente potrà portare a risultati eclatanti. Il sogno è sempre Pep Guardiola, ma solo per l’estate. E se anche si dovesse realizzare, la società avrà abbastanza liquidi per modellare la squadra sui desideri dell’ex coach blaugrana?

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