Conte alla Juve: la presentazione stampa

Il capitano è tornato a casa. Questi sono i sentimenti del neo allenatore bianconero Antonio Conte, che dopo aver dimostrato in terra di Siena di che pasta è fatto come coach, torna a Torino per salvare la Juventus da se stessa. La Vecchia Signora si trova in un momento particolarmente difficile: si è dovuta rendere conto che dai tempi di Calciopoli non si riesce ancora a vedere la luce. La squadra e la società non sono ancora riusciti a riprendersi dalla batosta più grande della storia e ora si sente persino la difficoltà a riemergere dalla palude.

Perché è così che si sente il popolo bianconero. La squadra dovrebbe lottare per i massimi traguardi, non gareggiare per un semplice posto in Champions e poi ritrovarsi fuori dall’Europa. La storia del team pretende molto di più e anche il calcio italiano non è più lo stesso senza una Juve competitiva. Sarà questo il compito di Antonio Conte, fungere da Virgilio per il Dante bianconero, sperando di uscire a vedere di nuovo le stelle dopo aver vagato nell’Inferno.

«Dopo quella di Andrea Pirlo è la seconda presentazione ufficiale della stagione, quella del nostro nuovo allenatore – ha dichiarato prima della conferenza stampa il ds Giuseppe Marotta – Più di 400 presenze con la maglia della Juve, un palmarés di vittorie che parla da solo. Qualità tecniche, professionali e umane che hanno portato la Juve a fare di lui il nuovo allenatore.»

Vincere da allenatore. Questa è la speranza di tutti e Conte non si è nascosto dietro ad una falsa prudenza. Ha già capito che la piazza non ha bisogno di cauto ottimismo, ma di grinta e voglia di vincere, le due caratteristiche che Del Neri non è riuscito a trasmettere ai suoi giocatori. «Tengo a precisare che essere arrivato ad una grande squadra come la Juve è motivo di grande soddisfazione. Chi ha tempo non aspetti tempo. L’obiettivo principale è di tornare ad essere protagonisti, la storia della Juve dice questo e dovremo fare tutto per riportarla a quei livelli.»

Servono idee nuove e tattiche vincenti, proprio quelle caratteristiche che hanno portato Andrea Agnelli e società a scegliere l’ex capitano juventino come capitano per questa nuova spedizione verso l’ignoto. «Il pallone dobbiamo averlo noi e fare la partita, questa è la mentalità che voglio trasmettere. La mia dev’essere una squadra molto corta, non mi piace vedere scappare indietro la squadra. C’è una buona, ottima base, conto molto sulla voglia di riscatto da parte di chi farà parte della Juve l’anno prossimo. Sulla rosa sono sereno, c’è un gruppo importante.»

Sarò anche importante, ma occorrono nuovi giocatori di un certo livello. La Juve ha tanti buoni gregari e ottimi giocatori, ma servono i campioni. Uno, si spera, è Andrea Pirlo, ma serve anche altro. «Abbiamo già parlato con il direttore e ci metteremo subito al lavoro per individuare gli obiettivi.»

Aguero sembra sfumato al momento, ma la Spagna appare ancora come terreno di conquista. Arriverà dalla Liga il prossimo campione bianconero?

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