Zeman, “sparata” su Abete

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Con Zdenek Zeman non ci si annoia davvero mai, infatti l’allenatore della Roma, nato a Praga 65 anni fa, è tutto tranne che un noioso luogo comune sia per il gioco che le sue squadre riescono ad esprimere in campo che nell’esternazioni verbali.

Le sue frasi polemiche hanno scandito il corso del nostro calcio recente, a partire dall’attacco al doping, era l’anno 1998 quando il tecnico boemo affermava che nel calcio giravano troppo farmaci e che i giocatori erano condizionati dagli interessi e non si preoccupavano della loro salute.

La sua flemmatica verve non ha risparmiato nemmeno gli scudetti bianconeri, tanto che lo scorso maggio, dalla panchina del Pescara in serie B, Zeman disse che 28 scudetti erano anche troppi, secondo lui, al massimo saranno stati 22 o 23 i titoli vinti dalla Juve.

Una delle ultime stoccate zemaniane era stata riservata ai suoi colleghi, infatti a suo parere se c’è una squalifica a tempo lungo un tecnico non dovrebbe allenare.

Recentemente però sotto il segno di Zeman ci è finito anche Abete, infatti in un’intervista a Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera, alla domanda se andrebbe a cena con il Giancarlo Abete il boemo ha risposto : “Perché no? Abete non è nemico mio è nemico del calcio”.

Alle ovvie polemiche seguenti è partito un comunicato di retromarcia che recita ” Quanto dichiarato non era riferito alla persona del presidente della Figc, ma al sistema calcio ch negli ultimi anni ha perso occasioni importanti per riformarsi”.

Beh, a questo punto sembra davvero impossibile annoiarsi con mister Zeman.