Stipendi Udinese 2011 2012: quanto costa la squadra di Guidolin?

Stipendi Udinese 2011 2012: quanto costa la squadra di Guidolin?

L’Udinese è lassù, insieme alle “grandi vecchie” del nostro campionato. Sembrava incredibile da pensare solamente in estate. La squadra aveva ceduto grossi calibri come Inler, passato al Napoli, e Alexis Sanchez, arrivato in pompa magna al Barcellona dei miracoli. Eppure la stagione 2011/2012 sta andando persino meglio di quella passata. Un vero e proprio miracolo, compiuto da un allenatore capace come Guidolin e da giocatori bravi e consci della loro dimensione.

A questo punto viene spontanea una domanda: stando davanti a squadre piene di fuoriclasse come Milan e Juventus, quanto è costato alla famiglia Pozzo allestire tanta grazia? Almeno a livello di stipendi, il confronto è impietoso, ma va tutto a favore dei bianconeri. Il Milan paga ben 160 milioni di euro di stipendi, mentre la Juve arriva fino a 100 milioni. L’Udinese, invece, paga solamente 21,7 milioni di euro. Una differenza pazzesca. Il giocatore più pagato in questo momento è Totò Di Natale, che prende 1,3 milioni di euro l’anno. In altre parole 300.000 € in meno di quello che prendono Antonini, Nocerino e Amelia al Milan e 100.000 € in meno di quello che prende Pazienza alla Juventus. Non ce ne vogliano i diretti interessati, ma non sono proprio dei fuoriclasse e l’Udinese, se non fosse per il fiuto del gol del suo capitano, non sarebbe certamente lì insieme alle grandi del campionato.

Le uniche altre due squadre di alta fascia che si avvicinano al livello dell’Udinese sono la Lazio con 50,2 milioni e il Napoli con 41,2 milioni di euro investiti. Nell’Udinese Asamoah prende 700.000 € a stagione, esattamente come il sempre più sorprendente portiere Handanovic. Floro Flores prende 900.000 € all’anno, mentre il giocatore meno pagato in assoluto è l’argentino Pereyra, che a vent’anni ha un contratto da 150.000 € a stagione. Sono sempre soldi e sempre più di quanto prende un lavoratore medio, ma è encomiabile come l’Udinese riesca a rimanere vincente senza sprofondare negli eccessi del calcio moderno.