Stadio Juventus, inchiesta sull’agibilità e i materiali

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Novantamila metri quadrati di superficie, di cui trentaquattromila dedicati alle aree commerciali, 41 000 posti a sedere, tutti esauriti anche per la sfida di domani sera contro il Genoa e riempito di elogi fino all’altro ieri, il nuovo stadio della Juventus, ancora in cerca di sponsor per la denominazione, ora ha sorpreso un po’ tutti.

L’ultima notizia riguardante la nuova casa bianco nera è il rischio chiusura, ora scongiurato, tanto che nella giornata di ieri si è pensato addirittura, per due o tre ore, di riportare la Veccia Signora allo stadio Olimpico. Il motivo? presto detto :inagibilità, mancanza di sicurezza e rischio crollo, ma grazie a un tempestivo meeting serale tra dirigenza bianco nera,prefettura, tecnici e ingegneri il rischio trasloco è stato scongiurato.

Ieri in mattinata la polizia giudiziaria si è presentata alla sede del club, in corso Galileo Ferraris, per acquisire la documentazione inerente la costruzione del nuovo stadio. Sotto inchiesta sarebbe finita una partita di acciaio utilizzato che non sarebbe conforme alle direttive comunitarie europee.

In serata sul sito ufficiale del club è apparso il seguente comunicato:

“La Juventus ribadisce la propria certezza sull’assoluta sicurezza strutturale dello stadio, ne ha fornito documentazione, ed è fiduciosa che tale circostanza emergerà anche dall’inchiesta della magistratura. Nel confermare il regolare svolgimento delle partite programmate, la Juventus ringrazia il prefetto e il Sindaco per l’efficace e tempestiva collaborazione odierna”.

La società bianconera, in questa faccenda, è parte lesa e ha richiamato d’urgenza il suo avvocato, Briamonte, perché non vuole correre il rischio di essere considerata parte concorrente. Il tema legale bianconero si è messo al lavoro e sta studiando tutte le vie per avviare i processi relativi alla richiesta di risarcimento danni, come quelli d’immagine che ora appaiono ingenti.