Stadio Juve inaugurazione, le emozioni prima del campionato

Stadio Juve inaugurazione, le emozioni prima del campionato

Commozione, nostalgia e orgoglio. Ieri sera la Juventus si è sentita nuovamente ricatapultata nel calcio che conta, dopo alcune stagioni amare seguite allo scandalo Calciopoli. Ora la dirigenza bianconera e diversa, così com’è diverso lo spirito della “giovane” Vecchia Signora. Da ieri sera la Juve è l’unica squadra italiana con uno stadio di proprietà in Serie A, un passo avanti decisamente notevole per gli standard del calcio italiano. Sarà la giusta via per tirare fuori il nostro movimento da quella palude di mediocrità nel quale sembra sprofondato negli ultimi anni? Perché a parte la Champions del Milan del 2007 e il triplete interista del 2010 in Europa il calcio italico sembra aver perso di fascino. Certo, la Juve quest’anno non potrà sognare traguardi continentali, ma il nostro campionato ha bisogno di una squadra come la Juve.

Lo spettacolo andato in scena al nuovo Juventus Stadium è stato incredibile. Poco importa se l’amichevole con il Nottingham County sia terminata sull1-1. Non era una partita vera, ma una festa. Solo domenica alle 12.30 si inizierà a fare sul serio, e proprio su questa stessa erba arriverà il Parma, avversario che rievoca dolci ricordi di scudetto. Nel 1997 le due squadre si sfidarono per conquistare il tricolore, andato alla Juve dopo un finale tiratissimo. In quella squadra stavano esordendo vari giocatori che poi avrebbero fatto la storia bianconera: Thuram, Cannavaro e Buffon. Il portierone della nazionale è ancora qui e ha presenziato all’inaugurazione. Lui è il simbolo della rinascita dopo l’inferno della Serie B, colui che rimase in rosa nonostante l’umiliazione della seconda serie.

Ora c’è una nuova squadra. Davanti ci sono acquisti promettenti come Vucinic ed Elia, insieme ai soliti noti come Krasic che ancora devono scoppiare del tutto. I tifosi bianconeri stanno aspettando con ansia che la Vecchia Signora torni al posto che le compete. Lo stadio c’è. Ora ci vogliono i gol.