Squalifica Osvaldo dalla nazionale italiana, le motivazioni di Prandelli

Squalifica Osvaldo dalla nazionale italiana, le motivazioni di Prandelli

La disciplina non ammette eccezioni. Cesare Prandelli usa il pugno di ferro nei confronti di Daniel Pablo Osvaldo, che domenica scorsa non ha polemicamente partecipato alla cerimonia di premiazione al termine della finale di Coppa Italia persa dalla Roma contro la Lazio. Complice, naturalmente, la delusione per la sconfitta, ma anche i rapporti molto tesi con l’ambiente romanista e l’allenatore Andreazzoli, due elementi che porteranno quasi sicuramente alla cessione del giocatore in estate.

Osvaldo, infatti, non parteciperà alla Confederation Cup di quest’anno, alla quale la nazionale italiana partecipa come rappresentante dell’Europa (la Spagna, campione continentale, già era iscritta in quanto Campione del Mondo in carica). Cesare Prandelli avrà così anche questo grattacapo da risolvere, ma bisogna apprezzare la coerenza con la quale l’allenatore degli Azzurri ha applicato il suo codice etico. Chi non si comporta secondo i precetti di sportività e rispetto dell’avversario e dei compagni, non può avere l’onore di rappresentare il suo paese. Il gesto di Osvaldo è stato considerato gravemente antisportivo e aggravato dalle sue polemiche via Twitter con lo stesso allenatore. Alla fine l’attaccante romanista starà fuori dall’azzurro per almeno cinque mesi, dato che ha ancora da scontare l’ultima giornata di squalifica rimediata dopo l’espulsione contro la Danimarca.

Inizialmente Prandelli sembrava indeciso su come comportarsi nei confronti di Osvaldo, in quanto il giocatore era molto importante per la visione tattica del coach. Alla fine, però, s’è deciso che non si potevano buttare via mesi di disciplina solamente per un giocatore come l’italo-argentino, bravo ma non certo un fenomeno a cui non si possa rinunciare. Accanto a Balotelli, quindi, dovrà schierarsi qualcun altro.

Squalifica Osvaldo dalla nazionale italiana, le motivazioni di Prandelli