Sochi 2014: atleti ucraini ritirati per gli scontri a Kiev

Sochi 2014: atleti ucraini ritirati per gli scontri a Kiev

Nell’antica Grecia i giochi olimpici fermavano le guerre e gli scontri, tanto erano importanti e sentiti. Oggi, purtroppo, non è più così. La crisi ucraina a Kiev continua a mietere vittime e feriti. Una situazione tragica, che per forza di cose non poteva non toccare gli atleti dell’Ucraina presenti alle Olimpiadi invernali di Sochi. Non sorprende, quindi, che alcuni di loro abbiano deciso di ritirarsi dalle gare, in segno di protesta e solidarietà nei confronti dei morti degli scontri di Kiev.

La conferma è arrivata direttamente dal CIO, che ha confermato come un numero imprecisato di atleti della nazionale ucraina abbiano deciso di lasciare il villaggio olimpico, dopo che tutta la squadra aveva già osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Sergei Bubka, presidente del comitato olimpico nazionale e sicuramente uno dei più forti atleti ucraini di tutti i tempi (anche se i risultati migliori li ottenne con la divisa dell’URSS), ha confermato di rispettare la decisione, dopo che a sua volta aveva espresso stupore e shock per la situazione del suo paese.

Se gli atleti che hanno lasciato il villaggio sono rimasti nell’anonimato, lo stesso non si può dire per Bogdana Matsotska, sciatrice, e suo padre, che le fa da allenatore. Entrambi si sono ritirati, ma non in punta di piedi, bensì sbattendo la porta e puntando fermamente il dito verso il presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych. Attraverso il profilo ufficiale di Facebook dell’atleta, infatti, la Matsotska ha espresso vivo risentimento per le decisioni prese dal presidente, che sono sfociate nei ben noti fatti di sangue degli ultimi giorni. L’atleta ha rivendicato promesse di dialogo fatte loro dalle autorità che, alla fine, non sono state rispettate, provocando così l’abbandono dell’atleta come gesto di protesta e con un’accusa ben mirata e precisa.

Sochi 2014: atleti ucraini ritirati per gli scontri a Kiev