Serie A 12 gennaio 2013: Sassuolo-Milan 4-3, Berardi nella storia

Serie A 12 gennaio 2013: Sassuolo-Milan 4-3, Berardi nella storia

Domenico Berardi è nella storia. Del Sassuolo senza alcun dubbio, ma ci piacerebbe sapere se mai un 19enne abbia mai nella nostra Serie A segnato un poker. E che poker! Una vittoria straordinaria per la squadra di Di Francesco, che riesce così a cogliere tre punti nella corsa salvezza che potrebbero pesare come dei macigni a lungo andare. Soprattutto viene interrotta la striscia di quattro sconfitte consecutive che stavano per costare la panchina al tecnico neroverde. Così ovviamente non sarà, anzi. Un simile risultato potrebbe davvero aver cambiato la stagione degli emiliani.

Poi c’è l’altra faccia della medaglia: diciamo molto chiaramente, al di là dei meriti incredibili del Sassuolo e infiniti di Berardi, i rossoneri prendono un’imbarcata da dilettanti. I tifosi del Milan sono inferociti e hanno tutte le ragioni per esserlo. La squadra di Allegri, infatti, sbaglia tutto quello che si poteva sbagliare. In vantaggio di due reti, si siede e si riposa dopo soli 20 minuti di match scarsi. Un errore clamoroso che viene insegnato ai bambini nelle giovanili a non fare, ma che evidentemente Allegri e i suoi giocatori non hanno ben chiaro. Quasi nulla da salvare nella prestazione rossonera, se non forse l’esordio agrodolce di Honda che prende anche un palo clamoroso. Impossibile, però, trovare soddisfazioni in un simile match. Le colpe, enormi, sono da distribuire tra tutti gli addetti ai lavori, giocatori e allenatore compreso.

La dimostrazione è tutta nell’evolversi della partita: il Sassuolo ha iniziato bene sin dai primi minuti, ma al 9° arriva la rete del Milan. De Jong strappa un pallone a Chibsah ai limiti del regolamento e serve Robinho, che deposita alle spalle di Pegolo. Bella partenza, che potrebbe diventare strabordante, perché al 13° la premiata ditta Cristante-Balotelli raddoppia. Sembra l’inizio di un trionfo, invece è la calma prima della tempesta. Perché Berardi riapre subito grazie ad un diagonale perfetto di Kurtic, con la difesa del Milan immobile. Match riaperto e in questi minuti si consuma il fattaccio. I rossoneri si comportano come una squadra di dilettanti, senza offesa per questi ultimi. I giocatori ritengono i loro stipendi milionari guadagnati in quei 13 minuti di lavoro e sono via con la testa. Il Sassuolo preme e al 28° trova il pareggio. Bonera e Abbiati fanno a gara a chi sbaglia di più e Berardi non si fa pregare davanti a tanta generosità, battendo il portiere rossonero sul suo palo. Non potrebbe andare peggio per i rossoneri? Sì che può! Al 41° Longhi crossa ancora per Berardi, che con l’aggressività del vero sportivo buca Abbiati in controbalzo. Il ribaltone è compiuto. Tantissime colpe del Milan, ancora di più i meriti di uno splendido Sassuolo.

Il trionfo diventa leggendario al 2° della ripresa: Zaza regala un pallone al bacio a Berardi, che triangola con Kurtic. Azione da manuale del Sassuolo, che insacca il 4-2. Berardi ancora non ha nipoti, ma non dubitiamo che questa serata la farà tramandare ai suoi discendenti come una leggenda. Davanti a questa disfatta, il Milan preferisce sciogliersi come un pupazzo di neve ad agosto e non riesce a reagire. Allegri è inviperito, anche se onestamente se la dovrebbe prendere più con se stesso, dato che al suo Milan il carattere manca ormai da tempo colpevole. Doppia sostituzione: fuori Nocerino e Cristante, dentro Montolivo e Pazzini. Al 65° arriva anche il momento del debutto di Honda, che come detto gioca una discreta partita e rappresenta una delle poche note liete (se non l’unica) per il Milan. Paradossalmente uno degli ultimi ad arrendersi è Balotelli. Sì, proprio l’attaccante accusato di impegnarsi poco. All’82° Honda prende il famoso palo. Sul rimpallo Kakà invece di tirare, serve Pazzini, con Pegolo che compie un miracolo. Sembra proprio non essere serata per il Milan, che però a quattro dalla fine trova il 4-3 con Montolivo. A due dalla fine Balotelli colpisce bene di testa. Pegolo para, ma la palla si alza verso l’accorrente Pazzini, che colpisce di testa a sua volta. La sfera, però, così come la dignità del Milan, si infrange sulla traversa. Degna conclusione di una sconfitta per la quale i rossoneri possono rimproverare solo se stessi.

Serie A 12 gennaio 2013: Sassuolo-Milan 4-3, Berardi nella storia