Sentenze calcioscommesse: Pesoli si incatena a Roma

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Le catene di Emanuele Pesoli, calciatore del Siena, sono una delle ultime code del recente scandalo del calcioscommesse che ha portato, tra le altre cose, alla squalifica per dieci dell’allenatore della Juventus Antonio Conte.

Infatti da qualche minuto il  calciatore senese Emauele Pesoli si è incatenato  presso la sede della Federcalcio di via Allegri, a Roma, per iniziare uno sciopero della fame e protestare così contro la sentenza della Commissione Disciplinare che ieri lo ha squalificato per 3 anni, nell’ambito del processo al Calcioscommesse. Pesoli è stato condannato per illecito per la tentata combine di Siena-Varese del 21 maggio 2011.

Il calciatore, oltre a essersi incatenato alla cancellata della sede della Federcalcio, per protestare contro la sentenza che vuole la sua squalifica per tre anni ha proclamato anche uno sciopero della fame, queste le sue prime dichiarazioni alla stampa nazionale:

Mi sento ferito per la condanna, e vorrei un confronto con chi mi accusa, e cioè con Carobbio e Gervasoni. Non sto mettendo in discussione il lavoro dei magistrati e di Palazzi ma mi vorrei difendere in maniera giusta. È una protesta forte , ma mi stanno rovinando la vita per una cosa che non ho fatto. Prima di smettere di giocare vorrei lottare con tutte le mie forze. Attendo qualcuno, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, resterò qui fino a quando non ce la faccio più“.

Pesoli non è stato il primo calciatore a incatenarsi davanti alla sede della federazione, infatti per altri motivi, il primo calciatore ad attuare questa protesta, decisamente forte, fu Christian Kanyenegele.