Scontri tifosi Pescara – Roma, la colpa di chi è?



Ieri sera ero in tribuna allo Stadio Adriatico di Pescara per assistere all’amichevole Pescara – Roma
terminata 0-1 per gli ospiti, decide un gol di Totti su rigore procurato da Adriano nello scadere del primo tempo.
Bel calcio, stadio pieno, due gol annullati al Pescara ed una festa in campo cominciata con la presentazione della squadra di Di Francesco,
che per l’occasione s’è emozionato nell’incontrare la sua Roma con la quale vinse il suo ultimo titolo di campione d’Italia.
Sugli spalti, però, la festa non è stata tale.
Questa mattina i giornali sportivi hanno riportato notizia degli incidenti avvenuti prima e dopo l’amichevole Pescara – Roma, scontri tra tifosi finiti con tre interventi delle forze dell’ordine, macchine targate RM danneggiate e due tifosi accoltellati ricoverati d’urgenza al pronto soccorso.
Ho letto di alcuni interventi dei lettori sui siti dei principali quotidiani nazionali, interventi che hanno buttato lì i soliti luoghi comuni sui tifosi della Roma, e mi sono sentito chiamato in causa per riportare la mia testimonianza di quanto visto a Pescara.
I tifosi della Roma sono giunti in circa 700, è stata loro assegnata l’intera curva sud dell’Adriatico, i restanti 15’000 spettatori erano sistemati nel resto dell’impianto.
I tifosi giallorossi hanno cantato per oltre 120 minuti senza fermarsi mai, calorosi, presenti, chiassosi come sempre, tanto di cappello insomma alla loro grinta che da sempre li contraddistingue.
Da parte loro, però, ci sono state alcune aggressioni (non soltanto verbali) nei confronti della tifoseria del Pescara. Tra queste il lancio di fumogeni verso le tribune di casa (non s’è capito bene se ai fumogeni sono stati accompagnati spranghe ed altri oggetti “da lancio in lungo”).
Ma non solo: alcuni tifosi della Roma, probabilmente pensando di andare a fare una gita fuori porta, scorazzavano sciarpe al vento tra le tribune dove sedevano i tifosi del Pescara. Creando, guarda un pò, le tensioni di turno.
Proprio a pochi passi da me un tifoso giallorosso di mezza età, con indosso l’entusiasmo di un passante che saluta la mamma in tv, sventolava la sciarpa della Roma parlando al cellulare, fin quando non s’è visto avvicinarsi un gruppo di energumeni biancazzurri che al limite dell’educazione lo hanno prima invitato a sedersi, poi lo hanno accompagnato fuori portandogli via la sciarpa giallorossa.
E sono sicuro che non sia stato l’unico episodio di questo genere accaduto ieri sera. Del resto, entrando allo stadio sono stato subito “circondato” dai ragazzi della sicurezza che si preoccupavano che mi sedessi al posto giusto e al momento giusto, così come vogliono le fantomatiche nuove misure di sicurezza sugli stadi, avrebbero però dovuto preoccuparsi dei tifosi mescolati piuttosto che dei nominativi e dei numeri di posto stampati sui biglietti.
La presenza dei tifosi della Roma ieri sulle tribune dell’Adriatico a dire il vero mi ha sconcertato, la rivalità tra le due tifoserie è arcinota, forse era bene ricordare ai romanisti che la tifoseria del Pescara ha un bacino d’utenza che supera di gran lunga quella di molte squadre di Serie A e che, categorie di gioco a parte, non è mai tacita la festa sugli spalti tra la famosa “squadretta” di paese e la grande squadra che si sente a casa sua ovunque si trovi.
Gli scontri al di fuori dello stadio dimostrano quanto appena scritto, magari la prossima volta ci si penserà su due volte prima di concedere il lasciar fare di ieri sera. Di seguito potete dare un’occhiata ad un video testimonianza degli scontri in Pescara – Roma dell’8 agosto 2010, nessuno dei presenti da queste parti per dirci qualcosa in più su com’è andata?