Sciopero Serie A agosto 2011 capitani: minaccia in vista?

tommasi

Per il momento è una minaccia ma presto potrebbe diventare realtà, infatti la prima giornata di serie A in programma il 27 e 28 agosto 2011 rischia di saltare per sciopero, vista la dura posizione assunta dall’attuale presidente AIC, Damiano Tommasi.

L’ex centrocampista della Roma e della nazionale azzurra, nelle sue vesti di presidente dell’associazione calciatori, non intravede altre soluzioni; il punto cruciale della situazione è  l’articolo 7 che riguarda la gestione degli allenamenti dei giocatori messi fuori rosa dalle società:

“Vogliamo firmare l’accordo per il contratto nazionale dei calciatori. E’ il caso di farlo per iniziare la stagione. Non è una minaccia di sciopero. Sui fuori rosa sono disorientato, avevamo raggiunto l’accordo. Sembra che il nodo sia quello ma è anche vero che non è un tema caldo per molti presidenti, la questione era già stata superata grazie all’intervento del presidente della Figc Abete. Che la Lega faccia quello che deve fare e firmi l’accordo già raggiunto e firmato da Campana”.

Maurizio Beretta, presidente della Lega della serie A, fa muro contro muro, dichiarandosi sorpreso dalla reazione di Tommasi: “A queste condizioni non firmeremo mai, e d’altra parte non si vede perché dobbiamo sottostare con Tommasi a una minaccia, che non abbiamo accettato con Campana. Lo sciopero minacciato dai calciatori è un atto grave e insensibile, a maggior ragione alla luce di quello che sta vivendo il Paese reale. Non dimentichiamo che si tratta di 800 giocatori il cui stipendio medio è di oltre un milione di euro all’anno. I margini per un accordo però ci sono, basta venirsi incontro”.

Ma non si è dovuto attendere molto per avere la risposta del presidente Aic, che ha dichiarato: “In Lega di A sono incapaci di tirar le fila di 20 persone e metterle d’accordo. Beretta parla di sorpresa tornando da Pechino? Sembra sia stato fuori dall’Italia un anno. Spieghi perché ha fatto un accordo che la sua assemblea ha bocciato”.

Nel frattempo i capitani della serie A, gente come  Del Piero Totti, Ambrosini e Zanetti, hanno firmato e diffuso una lettere, per mostrarsi compatti sulla possibile decisione di non scendere in campo: “Senza la firma dell’accordo collettivo, non è possibile cominciare un nuovo campionato. Siamo l’unica nazione in Europa a non avere l’accordo collettivo. Non è una questione economica”.