Sciopero calciatori Spagna, salta la seconda giornata di Liga





In Italia siamo molto spesso abituati a lamentarci di un certo grado di impunità che le squadre di calcio più potenti paiono avere e il processo di Calciopoli del 2006 non ha aiutato a rimuovere questa sensazione. In Spagna, però, una volta tanto stanno peggio. Lo sciopero dei calciatori della Liga, infatti, non ha ancora trovato un accordo per il pagamento degli stipendi, facendo di fatto saltare anche la seconda giornata del campionato.

La situazione è piuttosto complessa. L’Assocalciatori iberica pretende il pagamento degli stipendi arretrati a ben 200 giocatori di squadre indebitate tra prima e seconda divisione. Non stiamo parlando di Messi e Ronaldo, quindi, ma di quegli illustri sconosciuti che non finiscono sulle copertine, ma che hanno diritto come tutti a essere pagati. Dietro a Barça e Real, infatti, esiste una voragine economica abnorme, in grande parte causata da una legge spagnola che permette ai club in rosso di continuare a giocare senza che possano essere prese sanzioni sportive. I giornali spagnoli, incredibile ma vero, hanno preso il modello italiano come esempio di virtuosità, dato che da noi se una squadra non paga gli stipendi può finire per non iscriversi al campionato. In Spagna così non è e questo negli anni ha creato un vero e proprio buco nero che rischia di aspirare dentro di sé tutto il campionato.

L’indebitamento ammonta a 50 milioni di euro e la LFP, la Lega spagnola, si è già vista rifiutata una proposta di pagamento dilazionato in quattro anni a dieci milioni l’anno. L’Assocalciatori si è rifiutata di firmare, dato che alla fine il debito sarebbe comunque rimasto scoperto e la Liga si trova ora nelle paludi più profonde.