Rivoluzione Milan

Che stagione bistrattata, questa del Milan. Il progetto Leonardo, partito con la frizione alzata, sta rendendo le cose difficili alla dirigenza del club. L’undici titolare praticamente mai lo stesso, flop di mercato (Onyewu, Huntelaar), ritorni falliti (Antonini, Oddo, Borriello), over 30 sulla via del declino (Zambrotta, Favalli, Jankulovski, Dida).

Si salvano soltanto Seedorf, Inzaghi e Pirlo, gli ultimi residui del lontano ricordo di un vero progetto pluriennale cominciato circa 7 anni fa, e conclusosi la passata stagione con l’esonero di Carletto Ancelotti. A fine stagione, si preavvisa l’atto dovuto: il cambio generazionale. Cosa impossibile, tra l’altro, viste le mazzate in tribunale che sta prendendo il presidente del Milan Silvio Berlusconi. Futuro nero, mai così lontano dai fasti della gloria.
Per i tifosi milanisti, allora, non resta che consolarsi con questa intervista rilasciata ieri da Carlo Ancelotti, l’allenatore del Chelsea, forse utile a risollevare il morale in attesa della scintilla di luce che verrà: “Non facciamo drammi. Sta at­traversando un momento deli­cato legato alla cessione di Kakà. Ma ha le risorse per ri­prendersi, il Milan. E’ in un pe­riodo di assestamento. La panchina di Leonar­do traballa? Ma che cosa dite? Leonardo ha un compito difficile, ma at­torno a lui c’è un’ottima strut­tura, la società ha fiducia in lui e vedrete che presto riuscirà a trasmettere le sue idee. Se io vedo solo il bicchiere mezzo pie­no e non mezzo vuoto è  così perché so quali sono le doti del Milan
E nessuno al mondo le ha. Cosa sta succedendo a Pato? Niente di particolare. Come tutti i giovani campioni alter­na degli ottimi periodi a dei momenti di flessione. Anche in passato ha vissuto quest’al­talena. Però lui è il top del Mi­lan, nessuno ha le sue qualità. Ci metto la firma”.

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