A Johannesburg la Coppa del Mondo viene alzata al cielo dalla Spagna, protagonista insieme all’Olanda di questa parlatissima finale dei Mondiali 2010.
L’arbitro Webb dirige l’incontro da solo contro 22 giocatori innervositi, affamati.
L’Olanda punta sulle ripartenze e gioca duro, unico modo che ha per affrontare alla pari la Spagna.
Gli Orange combattono col pugnale tra i denti, e preferiscono a buon ragione le verticalizzazioni sull’asse Van Persie – Sneijder – Robben.
Partita lontana dallo spettacolo in tv nel primo tempo, le emozioni arrivano nella ripresa con Robben (due volte a tu per tu con un superlativo Casillas) e l’arbitro Webb.
Il quale, nonostante i 13 cartellini gialli cacciati, viene rimproverato di indulgenza in un paio di occasioni delicate.
Si tratta delle due presunte espulsioni di Puyol e Iniesta non sanzionate, così come il rigore per fallo di Heitinga che va a disturbare un tiro di Xavi nell’area piccola. Il resto è combattimento, prova di forza.
Circostanza favorevole in occasione del gol di Andres Iniesta: un fallo ai danni di Elia non viene fischiato al limite dell’area, la Spagna riparte in contropiede.
La palla arriva a Fernando Torres, uno sguardo in area ed un cross corto a trovare il centrocampista del Barcellona. Iniesta addomestica, prende la mira e piega le mani a Maarten Stekelenburg.
Gli olandesi hanno pochi minuti per accerchiare l’arbitro Webb prima del triplice fischio, recriminano un calcio d’angolo non assegnato poco prima del gol di Iniesta. Iker Casillas impugna la coppa del mondo per i festeggiamenti della vittoria finale. Che è storica, si, ma non è una sorpresa.
































