Marco Pantani, nuovi misteri dopo l’anniversario della morte

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Dieci anni fa il mondo del ciclismo perdeva uno dei suoi più grandi protagonisti, cioè Marco Pantani, il Pirata, lo scalatore romagonolo che aveva unito l’Italia con le sue potenti pedalate durante i mitici duelli con lo spagnolo Indurain.

Marco, ancora tanto amato, discusso, ma mai dimenticato, ha sbagliato in vita, come molti, a dire il vero, nel mondo del ciclismo recente, ma sembra aver finito con il pagare per tutti. L’inchiesta sportiva del 5 giugno 1999 è la data che divise la sua storia, la vita del Pirata da lì in poi non fu più la stessa. Infatti Pantani venne sospeso per 15 giorni, non un test antidoping ma a tutela della salute. In seguito a un’irregolarità, gli ispettori, chiamati per testare il sangue, scaldarono il sangue, Pantani così, visti i valori alterati, non parte l’indomani al Giro d’Italia dove, all’epoca, era la maglia rosa. L’ematocrito aumenta di qualche punto, 4 o 5, se il sangue viene conservato male o esposto a fonti di calore. Un semplice ricorso avrebbe permesso a Pantani di correre, ma non se ne fece nulla. Oggi, la madre del campione, Tonina, ha un desiderio, incontrare Lance Armstrong: “ La gente ci segue, non è stupida. Non mi sono mai rassegnata, e ci saranno novità. Non ce l’ho con Armstrong, tutti i ragazzi sono prede del sistema, però Marco l’aveva sempre detto, aveva lasciata una maglia rosa con la scritta”la vera ferita è Armstrong”. Io vorrei incontrarlo. Lui deve confessare, fare i nomi”

Il Texano ha scritto una lunga appassionata lettera su cuclingnews.com in occasione dell’anniversario della scomparso del campione dove dice che se lui era il falegname, Pantani era l’artista.

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