Manchester United Arsenal 8-2 e Real Madrid Saragozza 6-0: lezioni di calcio

rooney ronaldo

Mentre noi attendiamo impazientemente la ripresa del campionato, causa sciopero dei calciatori, in Inghilterra è andata in scena niente meno che la terza giornata di campionato. Da questa si è potuto evincere che Manchester, con le sue due compagini, United e City, sarà la protagonista di questa stagione. Infatti mentre i Citizens al White Hart Lane, schiantavano per cinque a uno la squadra di Van der Vart e dei suoi compagni, Sir Alex Ferguson stava per darà una vera e propria lezione di calcio alla squadra di Arsene Wenger. Il risultato di otto a due è stato a dir poco imbarazzante per i Gunners, arrivati all’Odl Trafford con intenzioni ben diverse. La sconfitta è stata così umiliante che la società ha deciso di rimborsare interamente il biglietto ai tifosi che erano presenti allo stadio.
Ma da cosa è derivata questa grande vittoria? Sicuramente dalla mentalità che accompagna i Red Devils in ongi partita. Mentalità vincente, mentalità dove vince il gruppo e non il singolo. Poi altra chiave di volta utile per la vittoria è stato questa mix di giocatori giovani e giocatori di esperienza, un idea che dalle parti di Barcellona ha sempre funzionato e che Ferguson, dopo la finale di Champions League dell’anno scorso ha preso, impacchettato e portato a casa. Infatti, ieri, oltre al portiere De Gea, erano schierati, Smalling, 20 anni, Jones, 19 anni, Evans, 23 anni, Cleverley, 22 anni e Welbeck, 20 anni. Ovviamente tutto questo, messo in campo accanto a gente come Rooney, Nani, che seppur giovane, ha sulle spalle molta esperienza, Evra e tutta una panchina che conta più trofei di molte altre squadre inglesi.
Ma mentre in Inghilterra, Londra piangeva e Manchester festeggiava, in Spagna stava per scendere in campo una delle squadre più attese, il Real Madrid. Quest’ultima ha rispettato le aspettative, vincendo, anzi distruggendo il Real Saragozza con un risultato di sei a zero per le casacche bianche. Mourino dopo la sua scenata in Supercoppa di Spagna al Camp Nou (dito nell’occhio del secondo di Guardiola), gli servirà ben altro per far risalire la sua reputazione, anche se in ogni caso, la sua squadra ha fatto vedere un gran bel calcio. Un calcio frizzate, veloce, fatto di possesso palla e ripartenze micidiali. Un calcio basato sulla forza del gruppo ma anche su quella dei singoli, come Cristiano Ronaldo, autore di una tripletta e di giocate all’altezza del suo nome e un forse ritrovato Kakà, entrato nei minuti finali e autore del quinto goal delle merengues. Alla festa si sono aggiunti anche Xabi Alonso e Marcelo, pedine indiscutibile dello scacchiere dell’allenatore portoghese. Il segnale della squadra di Madrid arrivato dalla Romareda, è ben chiaro. Sarà questo l’anno buono? L’anno della tanto attesa vittoria in campionato? Presto per dirlo, ma mai tardi per pensarlo.

 

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