L’ombra di Gheddafi sul Milan

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Silvio Berlusconi ci ha fatto un pensierino: vendere il Milan per una cifra tra i 600 e gli 800 milioni di dollari. A chi? Al leader libico Muammar Gheddafi, che dapprima entrerebbe come socio di minoranza e poi acquisterebbe l’intero pacchetto con i fondi del Central Bank of Lybia o del Lybian Foreign Bank. Repubblica, due giorni fa, aveva pubblicato un articolo in cui Berlusconi entrava in contatto con dei fondi libici facenti capo a Gheddafi, e c’erano delle dichiarazioni di Galliani – da lui stesse smentite in un secondo momento – a conferma del tutto. Uno “Speriamo di no…” del capitano Andrea Pirlo la diceva lunga sul clima in squadra.

La telenovela è durata poco. In un comunicato ufficiale la Fininvest, l’azienda finanziaria di Berlusconi, dichiarava che “In relazione a nuove indiscrezioni di stampa, la Fininvest ribadisce ancora una volta che non esiste alcuna ipotesi di cessione di quote della società A.C. Milan”. S’è spenta subito la fiammata Gheddafi nella buia settimana del Milan, la cui attenzione evidentemente aveva bisogno di stimoli dopo le critiche alla società delle ultime settimane. Il presidente federale della Lega Calcio Giancarlo Abete è intervenuto auspicando che le famiglie italiane non cedano mai il posto a quelle straniere alla guida delle società, ha però visto una possibile e benefica soluzione nell’ingresso come soci di minoranza, portato quote di denaro liquido nelle casse societarie.

( fonti: www.repubblica.it , www.ansa.it , www.tuttosport.com )

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