Licenza UEFA Parma: ricorso respinto dal CONI, Torino in Europa League

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Purtroppo per il Parma, ciò che era più temuto in assoluto si è verificato. L’Alta Corte del CONI ha definitivamente respinto in terzo grado la richiesta della squadra emiliana di vedersi rilasciata la licenza UEFA per partecipare alla prossima Europa League. Ora la squadra potrà ancora fare ricorso al TAS di Losanna, ma per quanto riguarda il comitato italiano, adesso è il Torino ad essersi guadagnato il diritto di prendere parte alla rassegna europea.

Questo il comunicato ufficiale del CONI: «L’Alta Corte di Giustizia Sportiva ha respinto il ricorso presentato dalla F.C. Parma contro la FIGC avverso il provvedimento di diniego della Licenza Uefa per la stagione sportiva 2014/2015». Seguono le motivazioni ufficiali, che tenteremo di riassumere. La posizione del Parma era ben nota: nel 2013 la società ha versato ad alcuni giocatori da lei tesserati delle somme di denaro, quantificabili in totale in 300.000 €. Secondo la tesi dell’accusa, per la quale la licenza non sarebbe dovuta essere concessa, su questa somma si sarebbe dovuta versare entro lo scorso 31 marzo la quota IRPEF, come da norme europee. Ciò non è avvenuto, ma il Parma si è difeso, definendo prima di tutto quella somma frutto di un prestito finanziario e non di un anticipo sugli stipendi (quindi esente dall’IRPEF). In secondo luogo Ghirardi ha definito “scusabile” (così si legge sul documento ufficiale) la posizione della società, sia perché il mancato pagamento sarebbe stato frutto di un errore, già ammesso per iscritto, della società finanziaria che si occupa dell’amministrazione del Parma FC, sia perché la società ha sempre corrisposto correttamente tutti gli altri pagamenti in passato, quantificabili in circa 13 milioni di euro.

L’Alta Corte, però, non ha sentito ragioni. Prima di tutto perché, secondo il Manuale diffuso dall’UEFA sulle norme da seguire impone il rispetto delle scadenze, che non sono interpretabili o modificabili. Inoltre l’errore da parte della società di amministrazione esterna non competerebbe come giudizio al CONI o all’UEFA. La mancata concessione della licenza, infatti, non si tratta di una “sanzione”, ma di una naturale conseguenza del fatto che il regolamento non è stato rispettato. In nome della “par condicio” tra le squadre, quindi, sarebbe ingiusto chiudere un occhio, perché mancherebbe di rispetto alle società coinvolte che invece hanno rispettato i termini.

Tra queste società c’è ovviamente anche il Torino, che si è fatto sentire presso l’Alta Corte. Vista la sentenza, in questo momento la squadra granata è ufficialmente tornata in una competizione continentale. Il Parma, come detto, può ancora ricorrere al TAS di Losanna, ma la sensazione è che difficilmente in ambito europeo la società di Ghirardi possa avere più fortuna o un’opinione diversa rispetto a quella del CONI. Al momento i giochi sembrano ormai fatti.