Il poker e lo sport: Poker Sportivo alle Olimpiadi

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Il poker, oltre ad essere un gioco antico e consolidato, sta vivendo una crescita molto rapida a livello mondiale tanto da portare qualcuno a proporre il poker sportivo come disciplina olimpica ai giochi del 2016. E’ giusto equiparare il poker agli altri giochi sportivi?

In molti sostengono il poker sia un gioco d’azzardo, eppure la sua variante sportiva, il cosiddetto Poker Sportivo, non prevede l’uso di denaro per le puntate, anche se solitamente si paga un buy-in per partecipare ad un torneo. Ma è giusto equiparare lo sport agli altri giochi sportivi, come il calcio ad esempio? Una risposta l’ha già data il CONI: uno dei suoi eventi patrocinati, le Olimpiadi dell’Insubria che si tengono a Varese, ha eliminato lo scopone scientifico dal proprio palinsesto sportivo per proporre il Poker Texas Hold’em come gioco fra calcetto, basket, tennis, beach volley e ping-pong. Se si pensa al nuovo testimonial di PokerStars, Gianluigi Buffon, si può avere un’idea del perché, come lui, anche tanti altri personaggi del mondo sportivo si stanno avvicinando al mondo del poker, come Nicola Ventola e Teddy Sheringam, ormai giocatori di poker professionisti.

La Internation Mind Sport Association, stessa associazione tutelante del gioco degli scacchi, ha spinto per la valorizzazione del poker anche nell’ambito olimpico tanto che anche il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha riconosciuto il Poker Sportivo tra gli skill games.

La disciplina dei tornei differisce molto da quella cash games. Innanzitutto pagando una quota d’iscrizione (buy-in) ci si assicura la partecipazione al torneo. In caso di eliminazione si potrà reiscriversi oppure no, anche in base al livello di gioco corrente; questa seconda iscrizione è detta rebuy.
I giocatori hanno uno stack iniziale; lo stack del giocatore è composto da tutte le sue chip, che potrà usare per giocare a suon di call, raise e fold. Tutti i giocatori partono con lo stesso stack. Solo una parte dei giocatori si posizionerà a premio, e il prizepool (montepremi) ha una struttura piramidale che tende a valorizzare le posizioni più alte.

Basti pensare che quando furono rese legali le prime Poker Room in Italia, esse permettevano di giocare esclusivamente tornei, in quanto classificati come skill games (giochi dove l’abilità prevale sulla fortuna), ma non era permesso giocare cash game.

Ad oggi anche il cash game è legale in Italia, e il poker sta prendendo sempre più piede, anche grazie ai tornei che riservano primi premi da far invidia alle migliori lotterie. Per avere un’idea del seguito che questo gioco sta avendo, basti pensare che PokerStars, la poker room più grande in Italia e nel Mondo, questo mese ha raccolto 60,9 Milioni di euro. E sempre più persone, partendo dalle poker room online, riescono a diventare professionisti e a vivere di poker. Questa diffusione è anche favorita dai bonus che regalano le Poker Room, su PokerStars, ad esempio, si arriva anche ad avere 400€ di bonus dopo l’iscrizione.