Eto’o: ancora l’Inter nel futuro

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Il rapporto tra l’Inter e il suo attaccante principe Samuel Eto’o sembrava potersi incrinare.
Diversi segnali potevano far pensare a un rapporto in crisi, da una parte il presidente Moratti annunciava, parlando di mercato, che nessun calciatore dell’Inter era intoccabile e che, di fronte ad un’offerta consona, tutti avrebbero potuto lasciare l’Inter e tra questi tutti rientrava anche il nome dell’allora intemperante Samuel Eto’o, l’uomo più rappresentativo di questo campionato nero azzurro.

37 gol a coronare l’amore per una maglia mai messa in discussione, realizzati da un calciatore che avrebbe avuto l’unica colpa di non essere più giovanissimo…che forse Moratti aveva paura di sbagliare e di ripetere l’errore fatto con il principe Milito, strabiliante l’anno di Mou, e pieno di acciacchi l’anno successivo, non capitalizzando un probabile tesoretto?
Ma la triplete bis, seppure in do minore, rispetto alla gestione di Mourinho porta il timbro di Samuel Eto’o che dopo l’anno da terzino aggiunto con lo Special One, ha messo su il muso duro con Rafa Benitz, per affrontare l’allenatore spagnolo dell’Inter in tempore dicendogli che lui, da terzino, non ci giocava più e che all’Inter avrebbe fatto i gol.
Passato Benitez, assieme a Leonardo, così è stato, gol dopo gol Eto’o è diventato sempre più importante, sempre più uomo squadra o simbolo, subito dietro alla figura immensa e intoccabile del capitano Javier Zanetti.

E poi è bastata una partita, la finale di Coppa Italia, per riportare al camerunense, la gioia e l’amore per il calcio.
Bellissima la sua immagine che lo vede applaudire i numerosi tifosi del Palermo accorsi allo stadio Olimpico per supportare Delio Rossi e Pastore.

Questo è il calcio e questi sono i calciatori che vorremo vedere, gente che ama il proprio sport e come nel caso di Samuel Eto’o, gente che ama la propria maglia a strisce, nerazzurra, e che ha deciso di restare per continuare a vincere divertendosi.