Doping ciclismo, Armstrong potrebbe perdere 7 trofei

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Anche Lance Armstrong si è arreso. Il ciclista più famoso e vincente degli Stati Uniti,  pur continuando a proclamarsi innocente, ha deciso di  rinunciare a contestare le accuse di doping mossegli dall’ Usada, cioè l’agenzia americana antidoping.

Dopo aver annunciato la sua decisone tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito web è arrivata immediata la reazione dell’Usada che ha bandito a vita il ciclista originario del Texas dalle gare e che in seguito potrebbe privarlo dei sette titoli vinti al Tour de France tra il 1999 e il 2005. Infatti  secondo l’Usada Lance Armstrong avrebbe fatto uso di sostanze dopanti, come Epo, steroidi e trasfusioni, a partire dall’anno 1996.

Lance Armstrong ha così commentato: “Arriva un momento nella vita di ogni uomo in cui ci si deve dire: Quando è troppo è troppo. Per me questo momento è arrivato”. Il ciclista,  ritiratosi dal settore professionistico nel 2011 per dedicarsi al triathlon e alla sua fondazione contro il cancro, ha voluto definire l’indagine nei suoi confronti  come una “incostituzionale caccia alle streghe” e continua a ripetere di essere innocente, ma di aver deciso di rinunciare perché stanco di sentirsi sempre sotto accusa.

Riportiamo un altro estratto del suo comunicato: “Ho dovuto affrontare accuse secondo cui avevo ingannato e avuto un vantaggio scorretto quando vinsi i sette titoli al Tour de France dal 1999. Il peso che tutto questo ha avuto sulla mia famiglia, sul mio lavoro per la nostra fondazione e su me stesso mi porta a questo, a finirla con questa assurdità”.

Questa storia non vede vincitori o vinti ma solo sconfitti, perchè alla fine hanno davvero perso tutti. Non sta a noi giudicare Armstrong, non possiamo e non vogliamo farlo, lasciamo questo compito a chi ne ha competenza, ma alla fine a perdere è sempre e solo il ciclismo.