Doping: Armstrong, addio ai sette Tour?

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Clamorosa novità nella vicenda Armstrong. L’ex ciclista texano, che negli ultimi tempi era ritornato al primo amore del triathlon,  ha annunciato oggi (dopo l’ennesimo ricorso rigettato)  che rinuncerà ufficialmente a difendersi dalle pesanti accuse che gli sono state rivolte dall’Usada,  l’Agenzia Anti-Doping americana che aveva dichiarato di avere le prove di un suo uso di prodotti dopanti e di essere in possesso di campioni di sangue, raccolti nel 2009 e nel 2010, perfettamente compatibili con manipolazioni, uso di Epo e trasfusioni.

Lo statunitense continua a professarsi innocente e ha parlato di caccia alle streghe contro di lui,  ma è evidente che  questa rinuncia suona quasi come un’ammissione di colpa e apre scenari che andrebbero a  rivoluzionare la recente storia del ciclismo. Sarà completamente riscritto l’Albo d’oro del Tour de France? Lo sapremo nei prossimi giorni.

Il direttore dell’Usada, Travis Tygart, ha dichiarato che sarà chiesta la revoca di tutti i titoli conquistati in carriera da Armstrong (tra cui le sette edizioni della Grande Boucle conquistate) e la sua radiazione a vita da ogni competizione sportiva. John Fahey, presidente della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, ha visto nella decisione del texano una conferma che le accuse a lui rivolte non erano campate per aria e si è detto certo del fatto che l’Usada abbia agito correttamente.

Ora la palla passa all’Uci che, sulla base delle motivazioni scritte che riceverà, dovrà decidere sulle sanzioni da applicare. La sensazione però è che si vada verso una punizione pesantissima, un ultimo triste record per Lance, un eroe sportivo che sembra caduto rovinosamente nella polvere.