La stagione del Milan 2010 / 2011 è partita ufficialmente oggi a Milanello,
dove la squadra rossonera si è radunata assieme al tecnico Max Allegri, il ds Galliani,
il presidente Berlusconi e quasi tutta la rosa al completo, con Ronaldinho e Pato ultimissimi arrivati.
La quale, attraverso un comunicato del gruppo Curva Sud Milano, ha dichiarato di voler continuare a contestare “nei confronti di chi non nutre più amore per il nostro Milan ed è completamente ed esclusivamente coinvolto da impegni extracalcistici”.
In questo post proviamo a lasciare una riflessione rivolta in particolare ai tifosi del Milan e al loro presidente. Perché i tifosi del Milan protestano così tanto?
Perché la stagione appena conclusasi con Leonardo è stata considerata un capolavoro da parte della stampa sportiva, mentre è finita in contestazione da parte dei tifosi?
Riteniamo che Silvio Berlusconi questa situazione se la sia andata a cercare. Bravo, bravissimo nel creare un certo tipo di opinione pubblica, il maestro della comunicazione circa un anno fa cantò ai quattro venti che il Milan di Leonardo poteva vincere Scudetto e Champions League, che Ronaldinho era il giocatore più forte del mondo e che la rosa rossonera non aveva nulla da invidiare a quella dell’Inter.
E’ bastato stampare queste dichiarazioni sui giornali a caratteri cubitali per mettere a tacere una tifoseria profondamente ferita dalla cessione di Kakà e dall’assenza di un qualunque rimpiazzo in sede di calciomercato estivo. Il giochetto di imbonimento funzionò, almeno nei primi mesi, del resto Berlusconi fa questo di mestiere, il comunicatore, e davvero in questo campo non sbaglia un colpo.
Lo strepitoso lavoro di Leonardo, a stagione in corso, addirittura portò il Milan a competere per il primo posto in classifica fino agli ultimi mesi della stagione. Strada facendo però, quando la cruda realtà uscì a galla (ovvero stagione da piccoli protagonisti), il presidente fece interventi come “il Milan vincerebbe tutto se giocasse meglio”, scaricando le colpe su Leonardo il quale, come abbiamo visto tutti, capì il giochetto ed abbandonò la baracca. Come a dire, avrei avuto ragione se qualcuno non avesse lavorato nel torto.
E così i tifosi rossoneri, intontiti di promesse e premesse al di sopra delle aspettative, sono incacchiati neri al termine di questa stagione “anonima”. Se Berlusconi non avesse suonato le trombe della vittoria con quella squadra, ma avesse esposto la realtà dei fatti alla piazza rossonera, ovvero rosa modesta, sacrifici di passaggio, obiettivi ridimensionati, oggi a Milanello ci sarebbe stata un’altra atmosfera.
Fatta di applausi, umiltà e tanta voglia di ricominciare. Insomma, caro Presidente, inutile promettere la torta più buona del mondo se poi non si hanno gli ingredienti per farla, i ristoratori alla resa dei conti non potranno che lamentarsi. Pane e cipolla, un pizzico di umiltà, ed avreste ricevuto tanto di applausi, con tanto di canzoncina sul “presidente siamo con te…!”. Menomale che Silvio c’è.































