Ciclismo, doping: nuovo scandalo in settimana

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Un nuovo scandalo si abbatte sul mondo del ciclismo, scuotendone le istituzioni: il commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo Paolo Bettini è attualmente indagato dalla Procura della Repubblica di Padova con l’accusa di abuso d’ufficio.

La Procura della Repubblica della città veneta ha ipotizzato che il C.T. abbia avvertito un ciclista della nazionale, in occasione di un raduno precedente il mondiale 2010,  in vista della gara di Melbourne, quando la squadra era a Busto Arsizio, di un imminente controllo antidoping.

Di seguito riportiamo quanto comunicato in merito dalla Federazione Ciclistica Italiana : “… di avere da tempo inserito, a Tutela della Salute degli atleti, controlli preventivi di routine – non con finalità  antidoping – che vengono effettuati sistematicamente dalla FCI nel primo giorno di ogni raduno della nazionali e del quale gli atleti devono essere ovviamente informati. E’ specifico compito del commissario tecnico, nell’ambito delle funzioni e nel rispetto delle direttive federali, secondo protocolli approvati dalla Federazione stessa, avvertire gli atleti di detti accertamenti medici. Peraltro, in tali circostanze, il commissario tecnico è chiamato ad avvertire non un singolo atleta ma tutti gli azzurri partecipanti al Mondiale, secondo prassi consolidata, al fine di evitare che gli atleti manchino a un appuntamento richiesto dalla FCI e dalla Commissione Tutela della Salute della FCI. La Federazione auspica che non vi siano strumentalizzazioni legate a quanto sopra citato, in rispetto dell’alta professionalità e dell’immagine in primis del sig.Paolo Bettini e dell’intera FCI che fa della lotta al doping uno degli elementi imprescindibili della propria attività in generale nonché dell’intero movimento ciclistico”.

Non si è fatta attendere nemmeno la dura replica del diretto interessato, Paolo Bettini, che si è detto allibito perchè  nell’ambito delle sue funzioni di commissario tecnico e in accordo con la federazione ha avvertito tutti i corridori del controllo a tutela della salute per evitare che alcuni di loro giungessero in ritardo per gli esami.