Champions League 6 marzo 2012: Arsenal – Milan 3-0

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Il Milan e le inglesi: una storia senza fine. Anche quando il copione sembrava già chiuso e il lieto fine annunciato con largo anticipo, visto il quattro a zero dell’andata,  per 90 minuti, all’Emirates Stadium è tornato buono il vecchio detto “Il Diavolo fa le pentole e non i coperchi”.

E così l’undici di Allegri è sceso in campo senza mordente, con la testa tra le nuvole, trasognante, forse con il pensiero rivolto più alla Juventus da batter in campionato, che ai Gunners di Londra già annichiliti in quel di San Siro.

Ma se c’è una cosa che i fan di Nick Hornby hanno imparato dal suo celebre “Febbre a 90″ è che la squadra di Arsene Wenger, sempre lui, non molla davvero mai e così fin dal primo minuto i londinesi si sono messi a fare quel che dovevano fare per sperare: aggredire gli italiani macinando chilometri su chilometri, giocando per l’appunto all’inglese.

In 43 sudati minuti, quelli del primo tempo, l’Arsenal è finito con il ritrovarsi in vantaggio per tre a zero grazie alle marcature messe a segno da Koscielny, Rosicky e Van Persie su rigore, nei confronti di un Milan disastroso, di certo poco avvezzo a certe figure in campo internazionale.

Nell’intervallo al club rossonero saranno venute in mente le streghe di Liverpool e quella maledetta finale persa, ma qui c’era un gol di vantaggio a fare la differenza perché nella ripresa l’undici di Allegri, frastornato come un pugile suonato, ha deciso di difendere il vantaggio senza strafare e ha issato le barricate contro un Arsenal che già aveva giocato i suoi jolly di serata e esauriva la sua fortuna quando Van Persie, sempre lui, si faceva parare da Abbiati il gol del poker.

Dopo tre minuti di recupero l’arbitro decretava la fine del match, Arsenal- Milan 3-0, risultato buono giusto per passare il turno perchè di questa serata rossonera si può salvare solamente questo.