Champions League 2011 Manchester – Chelsea 2-1, fine del ciclo Ancelotti?

C’eravamo tanti amati.
Questa è la frase che da ieri notte circola nell’ambiente dei blues, rivolta ovviamente a Carletto Ancelotti.

Sembra passato un secolo eppure risale solamente ad un anno fa la stagione trionfale che aveva visto il Chelsea realizzare la double (premier e Fa Cup) con l’allenatore italiano sugli scudi e incensato di onori.

Ora per l’ex tecnico del Milan, l’aria di Londra è diventata pesante e non è detto che concluda la stagione in panchina con il Chelsea ormai tagliato fuori su troppi fronti.

L’eliminazione di ieri nel derby inglese contro il Manchester United infatti potrebbe costare la panchina al tecnico italiano.

Dopo lo 0-1 dell’andata il Chelsea arrivava all’Old Trafford in cerca dell’impresa e i blues apparivano fin da subito determinati e ben organizzati in campo, tutti tranne uno, Fernando Torres, l’ultimo colpo del dispendioso mercato di Abramovich.

Lo spagnolo finora si è dimostrato, spesso e volentieri, un corpo estraneo alla squadra.

Costato 58 milioni di euro, con la partita di ieri è arrivato a 11 match senza riuscire a segnare e tutto ciò va ad aggiungersi al fatto che la presenza sul rettangolo di gioco del biondo iberico toglie il posto in squadra ad un certo Drogba.

La rinuncia all’attaccante ivoriano è l’indecisione tecnica che è costata cara ad Ancelotti nella partita di ieri, visto che Sir Alex Ferguson ha riproposto lo stesso Manchester dell’andata, una convinzione tecnica questa che ha ripagato, soprattutto nei compiti tattici riassegnati a Giggs e a Rooney, un duo che si è mostrato in grado di aprire spazi e di inventare pericoli in ogni momento della gara, così come di far salire la squadra palla al piede, e poco importa se i due ieri non hanno segnato perché il Manchester ha ugualmente sbancato il banco aggiudicandosi meritatamente il passaggio del turno.

In gol con Hernandez i Reds si sono poi trovati in superiorità numerica per l’espulsione di Ramirez (doppia ammonizione) ma quando tutto sembrava sicura si sono ritrovati a tremare con l’ingresso in campo di Didier Drogba, il bomber della Costa d’Avorio riusciva a trovare la rete della speranza e a fa sussultare il cuore dei blues.

Ma la gioia del Chelsea è durata poco perché ci ha pensato il coreano Park, uno che corre molto e segna poco, ad approfittare dagli spazi lasciati dall’arrembante undici (ormai meno uno) di Londra, finendo così per consegnare alla storia della Champions League un derby inglese non troppo spettacolare, finito 2-1, buono per le statistiche e per i tormenti di Paperon Abramovich che anche quest’anno se ne torna a casa senza la coppa dalle Grandi Orecchie.