Cesare Prandelli, alla faccia del catenaccio

E pensare che i buffoni del Bayern Monaco avevano detto che avrebbero vinto 5-0 contro la Fiorentina. A quanto pare non è andata così: ma la sorte, si sa, vince contro tutto e tutti.
Il 3-2 di ieri sera ha suscitato rabbia, sfogo e amarezza in casa viola.
E’ davvero un peccato che la migliore squadra italiana fin’ora in Champions debba uscire in questa maniera (“per un gol in fuorigioco”, come ha affermato Prandelli a fine gara).

Slogan e fischi contro Michel Platini, per conto delle tribune, non sono mancati.
Sfogo comprensibile pensando all’andata, ma ora, ripeto, bisogna solo pensare a ripartire, in classifica abbiamo pochi punti” ha dichiarato il presidente Della Valle.
Comunque in questa Champions abbiamo offerto un bel calcio, senza catenaccio. Ai ragazzi ho fatto i complimenti col cuore, di più non si poteva chiedere”.
Nota personale: ieri sera un noto opinionista Rai ha espressamente rimpianto la “vecchia scuola del catenaccio all’italiana”, rimproverando agli uomini di Prandelli di non aver fatto catenaccio, appunto, in occasione del doppio vantaggio.
All’opinionista auguriamo quanto prima di andare in pensione (non manca tanto ormai), a tutti gli sportivi, atleti e allenatori non possiamo che esprimere apprezzamento per la “nuova scuola del calcio all’italiana”, quella di Carletto Ancelotti, Massimiliano Allegri, Delio Rossi, Cesare Prandelli e quant’altri, pionieri di un nuovo tipo di calcio giocato. Made in Italy, senza bisogno di andare in Sud America.
 


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