Cassano, Balotelli, Ambrosini, Borriello, Rossi: para-fenomeni italiani

Il deludente pareggio nella 2° partita dei Mondiali Fifa 2010, maturato ieri con Italia – Nuova Zelanda 1-1, ha scatenato la critica pallonara contro Marcello Lippi.
Il commissario tecnico azzurro, è accusato principalmente di aver lasciato a casa troppi giocatori importanti, e di star pagando le sue scelte discutibili a caro prezzo.

La scarsa efficacia sotto porta dei vari Alberto Gilardino, Vincenzo Iaquinta (a segno solo su rigore) e Giampaolo Pazzini, ha aperto le discussioni.
La mancata convocazione di Antonio Cassano, in rotta però con Lippi, le bocciature premature di Mario Balotelli (altra questione caratteriale), Marco Borriello (gli è stato preferito il criticato Simone Pepe) e Giuseppe Rossi (scostato da Fabio Quagliarella, fisso in panchina fino ad ora), suonano contro il ct dell’Italia.
Che però si è difeso così nel post partita: “Non penso di aver lasciato a casa nessun fenomeno che oggi avrebbe potuto fare la differenza”, ha detto Lippi.
In sua difesa, anche il Presidente federale Giancarlo Abete: “Cassano e Balotelli? Penso che sia legittimo e giusto esprimere valutazioni e individuare scelte diverse da quelle del ct, ma penso non sia questo il problema del calcio italiano”.
“Cassano è stato con noi nel 2004 e nel 2008, ha giocato e non ha cambiato la situazione. Balotelli gioca nell’Under 21 che sta provando a qualificarsi alla fase successiva. Giocatori che fanno la differenza a livello internazionale ne vedo abbastanza pochi”, ha concluso Abete.
Una stoccata anche per il centrocampo. Quanto è utile un Claudio Marchisio sacrificato tra la trequarti o fuori ruolo sulla fascia, quando si poteva contare sulla grinta del gregario Massimo Ambrosini?
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