Calciopoli: Moratti e Galliani coinvolti nel processo Moggi?

Il calcio italiano ha senza dubbio vissuto mille vicissitudini, una delle quali è passata attraverso la famosa “cupola” incarnata da Luciano Moggi.

La storia la conoscete tutti. Da una parte la Juventus, dall’altra il Dg Luciano Moggi.

Da una parte gli arbitri, dall’altra tutte le altre squadre di serie A. Telefonate ai disegnatori arbitrali, “favori” nemmeno troppo velati e il calcio italiano che insorge.

A pagare fu proprio Luciano Moggi, radiato da tutto e tutti e su cui pende ancora un processo infinito.

Ma dov’è la verità? Luciano Moggi ha avuto davvero il potere di manovrare gli arbitri e conseguentemente con essi, le partite? La sensazione è sempre stata una,

al di là della nota sudditanza psicologica che un arbitro può avere di fronte a squadre di livello come lo era (e lo è oggi) la Juventus: Moggi ha funzionato un po’ da capro espiatorio per un calcio ormai malato e da rifondare.

Parla oggi l’avvocato di Luciano Moggi, Maurilio Prioreschi e i colpi di scena non sono pochi.

SI torna a parlare di telefonate e di intercettazioni. Due i nomi che saltano all’occhi: Massimo Moratti, patron dell’Inter e Giacinto Facchetti, senza dimenticare Adriano Galliani.

Secondo alcune intercettazioni infatti, sono emerse delle telefonate tra Massimo Moratti e Paolo Bergamo, allora designatore degli arbitri nel periodo che va da novembre 2004 a maggio 2005. A tal proposito ci sarebbe stata anche una cena tra Giacinto Facchetti e lo stesso Bergamo.

Non resta che aspettare ulteriori indiscrezioni per continuare a mettere in piedi questo imbarazzante “mosaico” di verità.

Ci si chiede perché queste cose siano uscite soltanto ora e soprattutto perché Massimo Moratti non ha mai parlato di rapporti cosi stretti con Bergamo.

Le intercettazioni tra le altre cose non sono mai passate agli atti e questo aggiunge di certo mistero a tutta la faccenda.

Al grido del “cosi fan tutti”, si continua ad ogni modo in Italia ad adottare i classici due pesi e due misure e questo non va giù a Maurilio Prioreschi, tanto meno a Luciano Moggi che in qualche modo, alla resa dei conti, sta pagando per tutti.