Calciopoli, Moggi porta la croce bianconera

luciano moggi tribunale

Il processo calciopoli, infittito sempre da nuove e scottanti intercettazioni telefoniche, prosegue senza ulteriori novità in attesa di nuovi testimoni.

Il grande accusato, Luciano Moggi, si è reso protagonista in un’intervista rilasciata al portale tuttipazziperlajuve.com. in cui ha attaccato l’attuale società bianconera: “Qui dovrebbe entrare in gioco la proprietà Juve che deve prendere posizioni precise. Ma si guardano bene dal farlo”, ha tuonato Moggi.

“Siamo pochi che combattiamo per lo stesso motivo: la Juve la difendiamo solo io e i tifosi, lo facciamo perché alla Juventus venga restituita quella immagine che aveva prima, perché non ha fatto nulla”.

Sulle nuove intercettazioni telefoniche, non acquisite all’epoca della prima calciopoli 2006, Moggi ha detto: “Io credo che adesso sta venendo fuori quello che doveva uscire”.

Poi, l’ex direttore generale della Juventus ha criticato l’Inter del presidente Moratti: “L’Inter è quella società che ha fatto anche i passaporti falsi e per quello stesso anno, il 1998, reclamano anche lo scudetto. Forse dimenticano di dire che per loro giocava un certo Recoba, quando era extracomunitario, senza in realtà esserlo. Hanno una bella faccia tosta”.

Infine, sul caso Facchetti – Bergamo, Moggi ha dichiarato: “Non è di nostro interesse chi pronunci la parola “Collina”, perché il dato importante è che Facchetti ha fatto la griglia con il designatore Bergamo. Ci hanno massacrato per quattro anni per cose simili”.