Calcio, fair play finanziario Uefa 2014: come funziona

Calcio, fair play finanziario Uefa 2014: come funziona

Fair Play finanziario. Tre parole che potrebbero cambiare radicalmente l’aspetto del calcio internazionale. Un’idea nata nel 2009, pare soprattutto grazie all’acquisto da parte del Real Madrid di Cristiano Ronaldo dal Manchester United e di Kakà dal Milan, superando abbondantemente i 150 milioni di euro. La UEFA, nella persona di Michel Platini, ha così deciso di verificare la situazione economica del calcio europeo, scoprendo che il debito complessivo delle società ammonterebbe a ben 1,6 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 36%. Oltre tre quarti dei club professionisti, inoltre, non riesce mai a raggiungere il pareggio di bilancio.

Sono così state imposte alcune regole, la cui applicazione controllata è iniziata nel 2011 e toccherà la definitiva applicazione il prossimo anno. Gli obiettivi sono tre: nessun debito arretrato, obbligo di fornire informazioni finanziarie e programmi per il futuro, obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio. In generale, le società non potranno mai spendere più di quanto riescano a guadagnare. Un sistema che permetterà comunque alle società come Real e Barça di spendere molto, ma sempre nei limiti delle loro entrate (comunque enormi).

Anche per questi grandi club, però, la situazione non è rosea. Il Real è pesantemente indebitato con la Caja Madrid, una banca spagnola, e anche i blaugrana non son ancora vicini al pareggio. Super passivi sono stati rilevati nei conti di Chelsea, Manchester United, Liverpool e PSG. In Italia le tre principali squadre del campionato, ovvero Inter, Juve e Milan, hanno imboccato la strada del risparmio, senza però raggiungerlo ancora. Ottima la posizione dei bianconeri, grazie soprattutto alla costruzione dello stadio di proprietà, grande pallino anche di Galliani e Moratti. Le uniche società virtuose del nostro campionato sono Napoli, Lazio e Udinese. In Europa troviamo, tra le grandi, solo Bayern Monaco e Arsenal.

Occorre risolvere le questioni il prima possibile, in quanto le sanzioni della UEFA, nelle quali sono già cadute diverse società conosciute come Besiktas, Malaga e Partizan Belgrado, sono piuttosto severe. In ordine di gravità sono: avvertimento, nota di biasimo, multa, penalizzazione di punti, blocco dei premi delle competizioni UEFA, blocco del mercato, limitazione del numero di giocatori per le competizioni UEFA, squalifica dalla competizione in corso, esclusione da future competizioni, per arrivare infine persino alla revoca di un titolo o di un premio in denaro.

Calcio, fair play finanziario Uefa 2014: come funziona

Foto: Wikimedia Commons