Calcio Egitto, morti tifosi in invasione di campo a Port Said

egypt-football-riot

Queste notizie sono quelle che non vorremo mai dare perché morire per una partita di pallone non ha davvero senso. Sarebbero purtroppo 73 le vittime e più di un migliaio le persone  rimaste ferite in quel  Port Said, città nel nord dell’Egitto, in seguito agli incidenti scoppiati dopo una partita di calcio.

I tifosi di una delle due  squadre, quelli del Al-Masri, al termine dell’incontro avrebbero  cominciato a tirare sassi  e bottiglie sui giocatori e  sugli avversari, in segno di  protesta per aver perso la partita.

La situazione è poi degenerata tanto che i calciatori  sono stati fatti evacuare grazie all’impiego di elicotteri. Intanto al Cairo, lo stadio è andato fuoco dopo che l’arbitro ha sospeso la partita tra il Zamalek e l’Ismaili.

Stando ad una prima ricostruzione, dopo il triplice fischio finale i tifosi della squadra locale, hanno fatto un’invasione di campo per aggredire la squadra ospite, l’al-Ahly,  che si è prontamente rinchiusa negli i spogliatoi mentre gli scontri tra tifosi e poliziotti sono proseguiti anche all’esterno.

In tarda serata è stato lo stesso ministro dell’Interno egiziano, Mohamed Ibrahim,a comunicare  che 47 persone sono state arrestate in seguito a quanto accaduto dopo l’invasione del campo di calcio di Port Said, rendendo noto che: “Molte vittime  sono morte nella calca. E la ricerca di persone coinvolte sta continuando”.

In seguito a questi gravi incidenti la federazione calcistica egiziana ha deciso di  sospendere a tempo indeterminato tutte le partite della Premier League, la Serie A egiziana, dopo i violenti scontri di Port Said, dove ci sono almeno 73 morti e un migliaio di feriti.